30 aprile 2026
Ricordi da Vinitaly 2026
Ci sono momenti dell’anno che riescono a racchiudere il senso più autentico di un percorso.
Per il nostro Gruppo, queste settimane sono state proprio questo: un tempo intenso, fatto di visione, confronto, relazioni e nuovi inizi.
Abbiamo aperto questo racconto il 31 marzo, all’Hub di Identità Golose, con la presentazione dei risultati del 2025 e dei progetti che ci accompagneranno nel 2026. È stato un momento importante, diventato ormai un appuntamento annuale, in cui condividere non solo numeri e prospettive, ma soprattutto un’idea di futuro.
Il Ripasso Una volta sola, il Centro Le Sondraie, il nuovo bistrot di Palazzo Te, un podcast in arrivo: progetti diversi, ma uniti dalla stessa visione. Quella di un vino che nasce dall’identità, dal territorio e dalla capacità di guardare avanti.
Pochi giorni dopo, l’11 aprile, la prima partecipazione del nostro gruppo a OperaWine con Poggio al Tesoro e Dedicato a Walter 2016. Un debutto che ha avuto per noi un significato profondo, perché rappresenta il valore di un cammino costruito con dedizione, passo dopo passo.
Poi è arrivato Vinitaly, con tutta la sua energia, il suo ritmo, la sua forza. Dal 12 al 15 aprile abbiamo vissuto quattro giornate intense, portando con noi Villa Della Torre, Peaks&Valleys, Poggio al Tesoro e San Polo. Dietro ogni incontro, ogni calice versato, ogni conversazione, c’era il lavoro di un gruppo unito: 25 collaboratori, 125 appuntamenti, 10 interviste, 28 Paesi, 218 bottiglie aperte, 6 masterclass.
Numeri che raccontano un’edizione straordinaria, ma che da soli non bastano a descrivere l’energia, la passione e il senso di squadra che abbiamo respirato.
Nel cuore di questi giorni, il 13 aprile, Villa Della Torre ha fatto da cornice alla nostra cena di gala. Una serata di grande bellezza, accompagnata dai nostri vini e dal menu firmato da Vito Mollica, ma soprattutto una serata di incontro e condivisione. Essere circondati da tante persone, amici, ospiti e rappresentanti delle istituzioni, ha reso questo momento ancora più significativo.
Perché il vino, in fondo, è anche questo: un linguaggio universale che unisce, crea dialogo e costruisce legami.